Fabio Ferracane si presenta così: "Rispettare l’autenticità del territorio significa che in vigna faccio pochi trattamenti di zolfo e rame contro le malattie della vite – i trattamenti li decido in base alla piovosità dell’annata ma soprattutto considerando il grado di umidità in vigna. Gli interventi in vigna sono decisi volta per volta. È importante per me fare vino con uva di qualità, sana.

In caso di annate non buone, faccio la cernita dei grappoli. La qualità, non la quantità, è ciò che conta per produrre un buon vino, che si fa in vigna.

In cantina tutte le fermentazioni avvengono spontaneamente. Utilizzo poca chimica, ovvero aggiungo – solo per alcuni vini – pochissimi solfiti nella fase del pre-imbottigliamento. Per questi vini pratico anche il controllo delle temperature, perché il rischio del blocco del processo di fermentazione è alto.

Penso sia una pratica necessaria qui in Sicilia, dove nel periodo di Agosto-Settembre le temperature arrivano ai 35°-40°C. Altri vini li faccio senza aggiunta di solforosa e senza controllo della temperatura. Ogni anno decido come fare, perché produrre il vino non è una scienza esatta!

" Proprio grazie ai miei studi di enologia ho capito che il vero vino non è chimica ma è territorio"

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